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Come acquistare il pellet

fuoco a pellet

Per essere sicuri che il pellet sia davvero certificato non basta che ci sia il marchio: deve sempre essere accompagnato da un numero identificativo dell'azienda produttrice.

Il numero è formato da due lettere che indicano il paese di provenienza (esempio IT per l'Italia) e da tre cifre: i numeri da 0 a 299 identificano i produttori, quelli oltre 300 identificano gli importatori.

Sul sito di EN Plus si può verificare che il codice corrisponda al produttore o all'importatore effettivo.

Molto pellet in commercio non è certificato, circa l'80% di quello presente sul mercato italiano è di importazione: proviene da Europa e Paesi dell'Est, ma anche da USA, Canada, Sudamerica, Australia e Nuova Zelanda.

Se il marchio di certificazione non è segnalato, bisogna verificare che ci siano almeno il nome e i riferimenti del produttore o dell'azienda responsabile della commercializzazione.

Le categorie del pellet

  • Pellet di prima categoria: Consigliato per la classica stufa ad aria calda, non collegata ai caloriferi, offre il vantaggio di sporcare pochissimo, in quanto realizzato con il cuore del legno d'abete bianco. Se ne consiglia l'utilizzo per scaldare ambienti non troppo grandi.
  • Pellet di seconda categoria: È più indicato per termo stufe (anche d’arredamento) e caldaie (da inserire nel vano tecnico), per soddisfare una maggiore esigenza calorica e di scambio termico, ovvero per l’acqua dei termosifoni. Particolarmente adatto ad ambienti più grandi, viene realizzato con legno di faggio e abete.
  • Pellet di terza categoria: Le confezioni di questo prodotto sono facilmente riconoscibili in quanto contrassegnate dalla lettera B. Rappresenta la tipologia di pellet più scadente, adatto ad essere bruciato solo per usi industriali.

Il residuo di ceneri

Le etichette applicate alle confezioni di pellet riportano anche altre informazioni che è importante conoscere.

Tra queste, uno dei parametri più importante è il residuo di ceneri.

  • A1) per il pellet certificato A1, che deve essere inferiore allo 0,7%
  • A2) per il pellet certificato A2, che deve essere inferiore all'1%

Pertanto, un pellet con residuo inferiore all'1,5% è accettabile, ma sarà ancora migliore con un residuo inferiore.

Il potere calorifico del pellet

A volte l'etichetta può essere fuorviante. Diversi produttori indicano il potere calorifico del pellet "allo stato anidro", segnalando valori tipo 5,3 Kwh/Kg. In realtà, il potere calorifico reale è attorno ai 4,7-4,8 Kwh/Kg.

Il potere calorifico, infatti, non può essere considerato allo stato anidro ma va misurato per quello specifico pellet e, quindi, con il suo contenuto idrico, che mediamente è del 6-8%.

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